Maktab

EquiLibri d'Oriente ha deciso di aprire questo blog in conformità con quelli che sono i suoi fini e scopi. Maktab indica il nome di quella prima istituzione rudimentale dove nel mondo islamico i bambini cominciano ad apprendere la lettura e la scrittura. Allo stesso modo questo contenitore intende costituire un primo piccolo porto dove saperi, curiosità, storie, riflessioni e suggestioni attracchino, si incontrino e diano vita ad uno scambio continuo ricco di sfumature variopinte dove l'unica legge vigente sia quella di discorrere di cultura. Maktab vuol essere uno spazio dove giovani musulmani possano condividere la propria passione culturale senza confini, passando dalla letteratura all'arte, dalla musica al cinema, dal teatro alla fotografia. Tutti gli scritti e le opinioni espresse al loro interno appartengono agli autori dei medesimi e non ad EquiLibri d'Oriente. Afferrate i calami, dispiegate le vele e buona lettura!

Maktab2017-05-16T22:22:31+00:00
207, 2018

Invoco cieli

2 luglio 2018|0 Comments

Invoco cieli Invoco cieli, danzo per la pioggia. Osservo la luna, in cerca d'un viaggio che mi porti via. Nel buio della notte, ombre che mi perseguitano. Figure migranti sorvolano i mari. Anime morenti scappano infuocate nei cieli invocati. I nostri corpi si vogliono amare. Ma come faranno, denudati delle loro anime? Le nostre anime si parlano. Ma come faranno ad incontrarsi, in mezzo a questa fuga? Solo lui lo sa. Si, solo lo sceicco; che in mezzo allo scirocco sposa due anime solitarie, lasciando il terzo in balia al suo destino. Eccomi, figlio del vento, che invoco perso, i cieli.   Di Mahdi Sarhan.

806, 2018

Essaouira

8 giugno 2018|0 Comments

Essaouira   "Cammino, solitaria pensatrice Per le intricate vie Di questa incantatrice Unico silenzioso compagno Un nero gatto guerriero Che guida il mio perdermi Con il suo felin sguardo fiero Notte, ti penso ancora Come al tuo abbraccio Caldo che mi innamora E in te rifletto e taccio Lascio i pensieri parlare La mano che il lume tiene E nella mente rischiarare Ciò che il cuor più teme Antica Essaouira, amata Nell'anima impressa lasciata La tua impronta gloriosa E ti mostri a me silenziosa Non temo ormai il ricordo Dell'amore mio perso E forse ritrovato Nel poeta disperso Come stona la poesia Con orribili suoni e parole Volevo per te la magia L'incanto del silenzio Volevo cantarti le stelle Quelle che mi hai donato Per le speranze più belle Ricercate del mio amato Volevo cantarti La quiete, che città mia, [...]

2905, 2018

Una tela bianca

29 maggio 2018|0 Comments

Una tela bianca   Ho una tela bianca Appesa al muro vuoto. Non trovo i colori giusti Per dipingere un cielo blu Né un verde prato fiorito. Li cerco disperata… Ricordo che questa società Ha cancellato i nostri sogni Di bambini che corrono Felici. No! Io rivoglio quei colori L’azzurro celeste promessa Di un futuro sincero insieme Il verde punteggiato di fiori Coi bambini di tutti i colorii Che giocano assieme Senza paura del nero, Del giallo o del rosso. Voglio scoprire l’amore Nei loro volti sorridenti, E gioia negli occhi sereni. E così, mi ingegno, Li prendo i colori Dall’immaginazione E dipingo l’Amore. Di Saida Hamouyehy  

2005, 2018

Pesci rossi

20 maggio 2018|0 Comments

Pesci rossi   E ti porterei Ai giardinetti Dietro l'università Quelli che scoprii un giorno Che i grafici Di economia Mi perforavano la mente Come spade Che colpiscono di realtà Il cuore di un poeta E lì lanceremo Le briciole Dei nostri cuori infranti In pasto ai pesci rossi Che la noia ci farà chiamare Con nomi altisonanti e sciocchi Come bambini davanti a un acquario E butteremo molliche Delle nostre menti stanche In pasto al destino vorace. E farei con te Cose normali Passeggiate silenziose Risate contenute Niente più avventure Serate a teatro Un amore pacato Un amore da anziani Un amore da naufraghi Da sopravvissuti E poi ti darei la mano Per unire un filo spezzato Una melodia stonata Rattoppare le corde di un violino ammaccato Riallacciare i nodi di una scarpa rattoppata E il deserto nei nostri [...]

2204, 2018

Baraa

22 aprile 2018|0 Comments

Baraa A Abdul Masood, morto sulle coste del sud Bangladesh A tutti i bambini che soffrono A tutti i bambini del mondo Nacqui con l’urlo più forte di mia madre. Al tenero calore del ventre materno, subentrò una sensazione di ruvido della sabbia su cui caddi tra le gambe di mia madre, intorno a me il chiasso era forte e una strana luce disturbava i miei occhi non appena provavo ad aprirli. Due mani giganti e scabre mi alzarono da terra con cautela e i canti gioiosi delle donne che accompagnarono il distaccamento tra i corpi di madre e figlio vennero interrotti da mio padre che avvicinò le sue labbra al mio orecchio destro e intonó con voce carezzevole e commossa un dolce adan, un richiamo alla preghiera, “Allahu akbar, Allahu akbar”. Era armonioso, avrei voluto non finisse mai, “ashhadu [...]