Quella che pesava le parole

 

È un peso dover pesare le parole, soprattutto se si è riflessivi. Forse è anche in ciò che risiede il peso delle parole. Con quanta pesantezza e importanza affrontiamo un discorso. Più ci pesa, più sarà importante. Se non fosse importante, non ci peserebbe.

Dovrei imparare a reggere il colpo, il peso. Solo cosi imparerò a domare le parole con maestria, o almeno, con più efficacia. Meglio efficace che efficiente. Meglio ragionare di più, che aver fretta di dire la propria. L’altrui può aspettare, il nostro pensiero non ci vien richiesto. Abbiamo noi scelto di proporlo, quindi meglio farlo con cura, e rispettare l’altro.

Dalla pazienza si passa all’assimilazione, di pensieri e concetti, idee stabili, precedentemente costruite con cura. Ho attutito il colpo, mi son creato uno scudo. Ora devo crear contenuto. Il contenuto dev’essere più forte dello scudo, la sua energia deve sorpassarlo, in modo da creare un alone. E dovremo tener responsabilità dell’alone che andremo a crearci, perchè sarà esso a rappresentarci.

È bene avere delle basi, ma se queste ci terranno coi piedi per terra, ci impediranno di conseguire uno scopo, un obiettivo, e se anch’essa ne sarà uno, la conoscenza. Gli alberi han delle basi, delle radici, ma i loro rami tendono al cielo, e ci regalano foglie. L’acqua vien dalle radici, ed è quella che fará crescere il verde. L’acqua che ci è stata servita o ci serviremo nasconderà il destino dei nostri rami. Ma di fatto è il sole che fornisce agli alberi l’ossigeno di cui hanno bisogno, e da cui sintetizzeranno la clorofilla.

Noi dobbiamo guardare al sole, alla conoscenza, all’accrescimento del nostro sapere. Noi dobbiamo camminare, andar avanti, crescere, non rimaner fissi sul nostro posto. Dobbiamo avere il coraggio di farlo, con la spinta iniziale delle basi, con la guida del sole. Ovunque metteremo piede, dovremo seminar conoscenza, e raccoglierne. Affinchè altri semi crescano liberi. Ma che crescano forti e stabili. Che diventino parole. Noi siamo un insieme di parole, degli strumenti. Trasportiamo con noi dei contenuti. Siamo veicolatori di conoscenza.

Ho visto passare un veicolo. Quella che pesava le parole. Non mi vuol dire quanto vengano al chilo. Me le offrì. E io rivalutai la mia richiesta, me le misi in bocca. Un albero, degli alberi stanno crescendo dentro di me.

P.S.

 

Di Mahdi Sarhan

2018-06-08T20:42:40+00:0014 gennaio 2018|

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